Giunge al quarto capitolo la serie di studi avviati dall’UAMI sull’impatto economico della contraffazione nei settori industriali dell’UE. Ne emerge che i produttori di giochi e giocattoli dell’UE perdono circa 1,4 miliardi di euro all’anno a causa della presenza di prodotti contraffatti sul mercato.

A questo si aggiunge la perdita di circa 6.000 posti di lavoro, in un settore dove il grosso della produzione viene da PMI che impiegano mediamente 10 dipendenti.

Inoltre dagli effetti diretti e indiretti della contraffazione nel settore, nell’UE si perdono 370 milioni di euro di introiti statali, in termini di IVA non versata, imposte sul reddito, contributi previdenziali e imposte sui redditi d’azienda.

La relazione, dal titolo “The economic cost of IPR infringement in toys and games” riguarda la fabbricazione di prodotti quali bambole, pupazzetti, animali di peluche, giochi da tavola, strumenti musicali giocattolo, trenini e puzzle. Non sono invece considerati console per videogiochi, software per videogiochi e biciclette.

La Germania è il maggiore produttore di giochi e giocattoli dell’UE, con il 40% (2,7 miliardi di EUR) della produzione totale dell’UE nel 2012. Di conseguenza il paese è al primo posto tra i paesi dell’UE per quanto riguarda le perdite in termini di vendite e posti di lavoro (327 milioni di euro), seguito dal Regno Unito (circa 200 milioni di euro), dalla Spagna (167 milioni di euro) e, dall’Italia dove ogni anno si perde il 15,6% delle vendite corrispondenti a circa 200 milioni di euro.