Contraffazione: il provvedimento di sequestro deve esplicitare il rapporto diretto della merce contraffatta con il delitto ipotizzato

Con la sentenza n. 45724, depositata il 18 novembre 2015, la Corte di Cassazione, seconda sezione penale, ha annullato l’ordinanza impugnata con rinvio al tribunale del riesame avente ad oggetto un decreto di sequestro emesso dal P.M. con riferimento a 112.426 capi di abbigliamento, ritenuti oggetto di contraffazione e quindi corpo di reato suscettibile di confisca obbligatoria ex art. 240, comma 2, n. 2, cod. pen., in relazione ai reati di cui agli artt. 473, 474, 474-ter cod. pen.. 

E’ lecito l’inserimento nella ditta di una parola presente nel marchio altrui anche nel caso di imprese operanti nello stesso mercato

Nella sentenza n. 22350, depositata il 2 novembre 2015, la Corte di Cassazione ha ribadito l’orientamento giurisprudenziale, secondo cui “anche nell’ipotesi in cui due imprese operino nello stesso mercato, è lecito inserire nella propria ditta una parola che già faccia parte di un marchio di cui sia titolare altro imprenditore…, ma non è consentito usare quella parola anche come marchio, in funzione di presentazione immediata, o mediata attraverso forme pubblicitarie, dei prodotti o servizi offerti” (Cass., sez. I, 28 aprile 1990, n. 3604).

Il concept dei negozi KIKO è tutelabile secondo la legge sul diritto d’autore

Con la sentenza n. 11416, depositata il 13 ottobre 2015, la sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Milano ha riconosciuto il carattere originale e creativo del progetto sviluppato dallo Studio Iosa Ghini Associati s.r.l. per i negozi della KIKO s.r.l., diretti alla vendita di prodotti cosmetici e di profumeria. Secondo i giudici milanesi la KIKO, in quanto titolare del relativo modello di design di arredi di interni per negozi, ha diritto a chiederne la tutela ai sensi dell’art. 2, n. 5, della legge sul diritto d’autore, atteso che non sussiste incertezza alcuna sulla diretta appropriazione da parte della concorrente WJCON s.r.l. del complesso degli elementi che compongono il concept sviluppato dalla parte attrice.

La Corte di Giustizia si pronuncia sulla registrabilità come marchio della barretta di cioccolato Kit Kat

Nella sentenza del 16 settembre 2015 (causa C‑215/14), la Corte di Giustizia UE ha deciso sulla domanda di pronuncia pregiudiziale sollevata nell’ambito di una controversia tra la Nestlé e la Cadbury, avente a oggetto l’opposizione proposta da quest’ultima avverso la domanda della Nestlé diretta alla registrazione, come marchio, nel Regno Unito, di un segno tridimensionale avente la forma di un wafer ricoperto di cioccolato composto da quattro barrette, il Kit Kat.